13 Gatti Neri

 

ovvero

la storia di un pover’uomo accusato ingiustamente di portare sfortuna dagli amici che si divertono ad associare eventi completamente casuali, cercandone minuziosamente e sadicamente le curiose coincidenze…

O no? *

* * *

Il signor Rocchi stava bevendo il suo caffè mentre il televisore dava il buongiorno con le notizie del mattino. Consultò un’ultima volta la sua agenda, stupendosi che per quel giorno fossero fissati solo due dibattimenti.

"ore 9:00… furto di auto… recidivo… uhmmm, il suo alibi è che in quel momento era posseduto da un’entità aliena…

"ore 11:00… citato per danni da mezza Europa… accusato di causare incidenti con la sua sola presenza… si difende dicendo che si tratta di semplici coincidenze…

Il resto della pagina era inspiegabilmente bianco.

"Strano," pensò, "la Cinzia è una segretaria piuttosto meticolosa…"

Non badò più di tanto alla cosa, giustificandola magari con un contrattempo che l’aveva obbligata ad uscire dall’ufficio un po’ prima.

Si alzò dal tavolo e ripose nella sua valigetta l’agenda, poi indossò l’impermeabile, prese l’ombrello e si preparò ad uscire.

Dal telefono cellulare chiamò il solito taxi e si mise ad aspettare poco dietro la vetrata della sua villetta: ma i minuti passavano e il consueto tassista non arrivava.

Dopo altri interminabili minuti e una telefonata di sollecito alla compagnia dei taxi, finalmente vide arrivare una macchina.

- Buongiorno, signor giudice… Deve scusare il mio collega, ma ha avuto un contrattempo… sa, lei era il primo cliente di questa mattina, e lui è entrato in macchina di buona lena ma è stato assalito da un nugolo di vespe… devono essersi sistemate lì nella notte, perché fino a ieri lui aveva usato regolarmente l’auto…

Il signor Rocchi non si alterò. Flemmatico come sempre, salì sul mezzo e chiese solo all’autista di fare più in fretta possibile, mostrandosi comprensivo per quanto accaduto al suo collega.

Il tassista non si fece pregare e si insinuò rapidamente tra le macchine in coda a pochi isolati di distanza.

- Lei non fa la strada che fa di solito il suo collega, vedo… Ma che cosa succede, qui? - domandò il giudice.

- Non so… si direbbero pompieri… dev’esserci stato un incendio…

- Già…- commentò l’altro guardando più attentamente fuori dal finestrino. "Ma da queste parti non abita la Cinzia?" pensò tra sé e sé.

Ma in breve tempo arrivò in tribunale. Vide allontanarsi il taxi "Puzzola 17" mentre varcava il solenne portone del palazzo di giustizia.

* * *

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* * *

Il primo processo era scivolato via piuttosto rapidamente.

Il giudice Rocchi stava mettendo mano ai cartigli che riguardavano la seconda causa, quando fu interrotto dal saluto di un suo amico.

- Ehilà… ciao… come andiamo?

Riconobbe l’amico e ricambiò il saluto.

- Giornata un po’ particolare, oggi, eh? Hai sentito cosa è successo in periferia?

- No… ero in ritardo e non ho avuto il tempo di prendere il giornale…

- Ah, non ti serve il giornale… C’è un putiferio, giù di là… Pare che sia caduto un meteorite e ha distrutto delle case, un campo sportivo e un maneggio…

- Oh, caspita… Ma la caduta di un meteorite non è un evento piuttosto raro?

- Già, per fortuna è solo un frammento… Comunque si sono mobilitati tutti, pompieri, protezione civile, polizia, ambulanze. Credo che per un po’ non si parlerà d’altro, in città.

- Capisco… Oh-oh, sono già tutti pronti per il prossimo… - disse poi, osservando l’aula. - Ti devo salutare.

- Magari ci vediamo per pranzo…

Due uscieri accompagnarono l’imputato al banco.

Il giudice Rocchi dichiarò aperta la seduta con i consueti colpi di richiamo.

- Lo stato contro il signor LucaS… l’imputato si alzi…

L’omino, piuttosto scuro di capelli e carnagione, di altezza media, si alzò in piedi: s’era lasciata crescere su le cave gote gialle una barbaccia ispida e cespugliata, s’era insellato sul naso un paio di grossi occhiali cerchiati d’osso, che gli davano l’aspetto d’un barbagianni… no, questa è un’altra storia… Al suo fianco si alzò pure un signore piuttosto anziano, alto all’incirca quanto lui.

Il giudice Rocchi notò che non conosceva colui che sembrava essere l’avvocato difensore.

- Signor giudice, mi presento: sono Ciccio Farti, avvocato conosciuto in tutta l’Itaglia meridionale e questo è il mio cliente –prot-

- Come ha detto, mi scusi? - intervenne l’avvocato dell’accusa, un distinto signore sulla quarantina.

- Lo ripeto: sono l’avvocato Ciccio…

- No, no… intendevo dire dopo "cliente"…

- Il mio cliente, accusato ingiustamente da questa corte di portare sfortuna, menare gramo, accompagnare la jella…

- Va bene, va bene… abbiamo capito… - intervenne il giudice ad interrompere la situazione. Poi proseguì.

- L’accusa elenchi le prove a carico dell’imputato…

Il distinto avvocato si alzò e prese in mano un volume spesso quanto un dizionario, il ché provocò un brusio spaventato nell’aula. Ma non ci fu bisogno di ricondurre al silenzio i presenti, in quanto dopo un po’ l’avvocato estrasse da quel volume un paio di fogli protocollo ed iniziò a leggere.

- Dunque, vostro onore… Inizierò ad elencare le prove oggettive che gravano sull’imputato:

- Il giorno 30 del mese di agosto dell’anno 1997 il qui presente LucaS fu udito distintamente mentre, intento a seguire un telegiornale in TV, pronunciava le seguenti parole: "Che palle con ‘sta Lady Di, ma perché non muore?"

- Come tutti sapete, la povera principessa inglese fu vittima di un incidente stradale quella sera stessa…

Il giudice Rocchi non poté esimersi dal commentare, tra sé e sé, "incidente… sì, più o meno come Kennedy e Marilyn Monroe." Ma nessuno lo udì.

L’avvocato dell’accusa continuò.

- Dunque… qui sono disponibili per la giuria i resoconti, le testimonianze… la richiesta di risarcimento danni avanzata dai reali d’Inghilterra. Per dovere di cronaca, ma pregherei i signori giurati di non tenerne conto, è allegata anche una lettera di ringraziamento spedita dalla attuale principessa di Galles Camilla Parker-Bowles all’imputato.

- Nel corso del mese di settembre dell’anno 1997 l’imputato fu partecipe di un viaggio organizzato in Egitto. La settimana successiva al suo rientro 24 turisti tedeschi morirono assassinati in un attacco terroristico a Sharm-el-Sheikh… ci furono anche diversi feriti di altre nazionalità oltre che locali.

- Prot

Il giudice Rocchi si scrollò per un attimo e si rivolse all’avvocato accusatore.

- La pubblica accusa può ripetere l’ultima frase?

- Certo, vostro onore… Ci sono anche stati…

- No… no… mi riferivo a… - Temendo di essersi distratto un attimo, il giudice rinunciò ad andare oltre. In effetti quel suono era sembrato provenire dai banchi della difesa.

- Prego, può continuare…

- Grazie, vostro onore…

- La formale richiesta di risarcimento e di scuse ufficiali da parte del governo egiziano la trovate agli atti…

L’avvocato Farti mugugnò a bassa voce "sì, sarà scritta in geroglifici..."

Ma l’accusa proseguì.

- Nell’aprile del 1998 l’imputato compiva un viaggio in Umbria. Non appena egli ha abbandonato la regione, la terra ha ripreso a tremare, dopo che, dal terremoto del 1997, si erano avuti sei mesi di tregua. La Soprintendenza alle Belle Arti chiede giustizia per la basilica di Assisi.

- Nell’agosto del 1998 l’imputato si recava in compagnia della propria fidanzata a Vienna e Praga, percorrendo l’autostrada del Brennero in entrambi i sensi. Subito dopo il suo passaggio, al ritorno, una enorme frana ha interrotto la strada e investito due automobili, uccidendone gli occupanti. Qui sono allegate le richieste di risarcimento avanzate dalle famiglie e dalla regione autonoma Alto-Adige.

In quel momento si alzò l’avvocato della difesa.

- Vostro onore, mi oppongo: stiamo assistendo alla descrizione dei viaggi del mio cliente, con palese violazione della legge sulla privacy e senza fornire alcun elemento a suo carico… -prot-

- Obiezione accolta! - rispose il giudice Rocchi. - L’accusa è pregata di portare altre prove che non siano i semplici resoconti dei viaggi dell’imputato…

- Certo. Eccole.

- Il giorno 23 del mese di agosto dell’anno 1998 l’imputato girava per le vie del centro in compagnia di un amico, quando ha preso in mano da una bancarella un libretto dedicato alla famosa serie televisiva "Star Trek". Mosso da chiaro intento omicida, ha rivolto la seguente domanda all’amico: "Ma gli attori di Star Trek… di quella più vecchia…"

- Classica… si dice "serie classica"… - osservò annoiato il giudice.

- …quella classica… sono ancora tutti vivi?

- L’indomani è stata diffusa dalla Paramount la notizia che un’attrice indiana che aveva partecipato ad uno dei film di Star Trek, certa signora Khembatta, era deceduta. Inutile sottolineare che la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla prestigiosa multinazionale è, mi si consenta, stellare…

- Avvocato, si attenga ai fatti… - intervenne ancora il giudice Rocchi.

- Prot

Di nuovo, egli udì distintamente quel suono. Ma stavolta fu sicuro che provenisse dai banchi della difesa: si voltò verso l’imputato ed il suo avvocato e scorse con la coda dell’occhio due persone che correvano verso il bagno come in preda ad una crisi respiratoria.

- La difesa vuole intervenire? - domandò.

- Signornò, signor giudice… aspettiamo prove più solide (burp) - rispose l’avvocato Farti, massaggiandosi la pancia con la mano destra.

- La parola torna all’accusa…

- Nel febbraio del 1999 l’imputato conclude il proprio rapporto di lavoro con la famosa società Videuro, importante realtà della distribuzione di elettrodomestici a Torino… Dopo due mesi la suddetta società fallisce. Vi sono diverse richieste di risarcimento da parte degli ex-dipendenti, delle persone che avevano degli oggetti fermi nelle liste nozze… Ah, qui si unisce anche una cliente che, dopo aver chiesto all’imputato (ai tempi in cui egli lavorava ancora presso la suddetta Videuro) un consiglio per una consulenza software, la settimana successiva ha avuto un incidente in auto.

- Nel luglio del 1999 l’imputato mandava di propria iniziativa una e-mail ad una coppia di amici, camuffando le sue reali intenzioni tra calorosi saluti e improbabili auguri di felice matrimonio. Nella settimana successiva si manifestavano i seguenti eventi: il fratello della ragazza rimaneva coinvolto in un incidente automobilistico; la casa dove la coppia stava per andare ad abitare veniva infestata dai calabroni; l’auto del ragazzo subiva ritardi inspiegabili nella sostituzione di alcune parti di ricambio, costringendolo così a gravi disagi. La coppia chiede di rimanere anonima…

- Con questo ho concluso. La richiesta dell’accusa è la condanna all’esilio su un’isola dove non ci siano televisione, automobili, elettrodomestici, computer e internet. I lavori forzati serviranno a risarcire le vittime...

Il giudice Rocchi si rivolse ai banchi dove sedeva l’imputato.

- La parola passa alla difesa. Avvocato, intende presentare dei testimoni a discarico delle accuse mosse… - Ma, ad un certo punto, ebbe un’esitazione. Voleva tornare sull’accusa, domandandogli maggiori dettagli su quella storia dei calabroni… Gli sembrava di averla già sentita di recente.

Ma l’avvocato Farti non perse tempo.

- (burp) Certo, vostro onore. Chiamo alla sbarra la signora Emmeti.

- Signora, giura di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità?

- Lo giuro - rispose la signora. Capelli a spaghetti, magra, minuta, un viso sveglio…

L’avvocato Farti iniziò con le domande.

- Signora… lei è sposata con il qui presente signor LucaS da oltre un anno, vero?

- Esatto… ci siamo sposati dopo anni di fidanzamento e di serate passate a casa sua a stirare…

"Stirare… si dice così, adesso", sospirò il giudice Rocchi a bassa voce.

- Lei ha motivo di credere che suo marito possa essere considerato uno iettatore?

- Assolutamente no! Non bisogna credere a queste assurde coincidenze messe in giro da menti malate! Mio marito è una persona normalissima, ha moltissimi pregi e pochissimi difetti… e poi, scusatemi, ma chi si potrebbe seriamente lamentare del fatto che la Videuro ha chiuso? Erano i più scortesi e i meno convenienti della città…

- Obiezione, vostro onore – intervenne l’avvocato dell’accusa.

- Accolta… la signora si astenga dalle considerazioni personali – rispose il giudice.

- Signora, può descrivere (burp) con parole sue le "coincidenze" che secondo lei sarebbero state usate ad arte contro suo marito?

- Certo! L’episodio di Lady Di non fa testo in quanto mezzo mondo ce l’aveva con lei… Sulla storia, lì, di questo Star Creck…

- Trek, si dice "Trek"… - intervenne ancora il giudice Rocchi.

- …voglio dire, se dovessimo stare a vedere quanti attori e comparse sono passati in tutti i film fatti da quando è stato inventato il cinema, voglio dire… quanti ne muoiono ogni anno, ogni mese, ogni giorno… E su questa storia dei viaggi, io credo che anzi le agenzie turistiche dovrebbero ringraziare il cielo che pur viaggiando in posti pericolosi non ci è mai successo nulla… altrimenti saremmo stati noi a chiedere i danni…

- Obiezione! Non mi sembra che il Brennero sia un posto pericoloso… o che lo sia la periferia della nostra città… - intervenne l’avvocato dell’accusa.

Preoccupato, l’avvocato difensore si girò verso colui che aveva parlato. – Perché, che cosa è successo in periferia?

- Pare che sia caduto un meteorite…

La testimone si alzò in piedi, mentre un certo brusio iniziava a serpeggiare tra il pubblico.

- Ecco, ci saranno sicuramente delle malelingue, domani, che diranno che la colpa è di LucaS anche per questo evento atmosferico…

- Un meteorite non è propriamente un "evento atmosferico"… – osservò impassibile il giudice.

- Insomma, vostro onore, come vede ogni pretesto è buono per…

La signora Emmeti fu interrotta dal rumore che andava aumentando e molte persone si diressero verso l’uscita. Curiosamente, i maschi tenevano le mani sul davanti; nei banchi della giuria si videro girare amuleti.

Il giudice Rocchi cercò di riportare la calma.

- Signori, vi prego… o dovrò sospendere la seduta.

Le persone rimaste, meno di un terzo di quelle originariamente presenti, si ammutolirono.

L’avvocato difensore riprese la parola.

- Io aggio finito… lascio la testimone all’accusa…

"Questo dovrei dirlo io, veramente…" osservò il giudice.

- Io non ho altre domande. Vorrei solo che fosse messo agli atti che la signora è chiaramente coinvolta emotivamente nella vicenda…

- Obiezione, vostro onore – intervenne Farti. – E’ irrilevante e comunque stiamo per invitare a deporre persone del tutto imparziali.

- Va bene, prosegua…

- Chiamo a testimoniare il signor Gidi…

Dopo il giuramento, iniziarono le domande.

- Lei conosce l’imputato, giusto?

- Sì, siamo ottimi amici, e la cosa è documentata dalle cartoline che spesso ci scriviamo…

- Lei può dunque raccontarci qualcosa su come sono nate queste calunniose dicerie sul conto del mio cliente? (burp)

- Salute! Sì, ecco… Per esempio, io una volta stavo percorrendo una strada in compagnia della mia ragazza, quando scorsi in distanza l’auto dell’imputato. Mi misi a lampeggiare da lontano e suonai anche il clacson, poi cercai di avvicinarmi, continuando a fare segni. Ma lui sembrò non vedermi. Arrivati a un semaforo c’era solo più una macchina a dividerci: intento a fare segnali che egli sembrava ignorare, tamponai l’auto davanti alla mia. In quel momento finalmente egli mi salutò rapidamente dal finestrino, e poi scappò via spiegandomi che doveva seguire degli altri amici. Ecco, sarebbe facile, ad un esame superficiale, dire che è stata colpa del signor LucaS: in realtà la colpa è di quella stupida macchina che si è messa tra me e lui…

- Ma è chiaro… Ha altri fatti da documentare? Per esempio, è vero che lei conosce diverse persone che appena sentono nominare l’imputato si prodigano senza motivo in gesti scaramantici?

- Certo, purtroppo il mondo è pieno di gente senza scrupoli. Quando li incontro io cerco sempre di far loro vedere le circostanze da diversi punti di vista. Per esempio: è vero che a metà dell’ultima stagione calcistica il signor LucaS ha acquistato una tuta sportiva della Robe di Kappa, ma solo una mente perversa potrebbe trovare un legame con il fatto che per la Juventus questo campionato è da dimenticare…

Silenziosamente, un’altra metà del pubblico si alzò e se ne andò.

- O, per esempio, quelli che quando muore qualche cantante si affrettano a domandargli se lui di recente non abbia comprato dei dischi di quell’autore… o che prima di andare in vacanza in qualche località gli telefonano per sapere se lui c’è stato di recente o se ha intenzione di andarci a breve. Pensi che c’è addirittura chi l’ha accusato di averla fatta litigare con il fidanzato solo perché la sera del loro primo litigio erano usciti insieme all’imputato…

Dal banco dei giurati una signora si alzò di scatto.

- Ma… mia figlia mi ha raccontato una storia così… qualche tempo fa! Scusatemi… - disse poi, facendosi strada tra i banchi e fuggendo via.

Gli altri giurati continuarono a prendere appunti, incuranti dell’accaduto. Si poteva soltanto notare che tutti stringevano in una mano qualcosa di metallico o qualche immaginetta sacra.

Il giudice sfruttò la pausa per spezzare la vaga inquietudine che si era diffusa nell’aula.

- Avvocato, ha terminato?

- Sì, vostro onore, la parola…

- Esatto! La parola passa al controinterrogatorio dell’accusa… (e devo dirlo io!)

- Prot…

- Come dice, scusi?

- Chi, io?

- No… nulla… - Il giudice Rocchi iniziò a sentire un certo maleodore, e gli parve che provenisse dai banchi della difesa. Ma non vi fece troppo caso.

- Signor Gidi, lei ha parlato di come la gente sembri complottare, secondo lei, contro l’imputato. Ma secondo le sue conoscenze, ci sono degli eventi nella vita di quest’individuo a cui non hanno fatto seguito circostanze negative?

- Beh, che domande… certo! Per esempio, quando lui ha preso l’aereo Roma-Torino e sullo stesso aereo c’era il famoso cantante Claudio Baglioni, non è successo nulla e il viaggio si è svolto regolarmente… l’aereo è atterrato in orario. Oppure, quella volta che l’ho accompagnato in aeroporto, e sono tornato a casa sano e salvo…

- Dal suo tono mi sembra che lei consideri comunque l’eccezione il fatto che non capiti nulla e la regola quella opposta…

- Ah, adesso che mi ci fa pensare, quella mattina un cliente mi ha disdetto un ordine già confermato…

LucaS diede una gomitata all’avvocato Farti.

- Ehi… ma che succede? Quello doveva deporre a mio favore o no?

- Beh, (burp) ma lo sta facendo. Ha soltanto avuto un’incertezza, ma adesso sistemo tutto io…

Si rivolse al giudice: - Vostro onore, signori giurati, chiedo di non tenere conto di quest’ultima parte. Il testimone ha degli interessi personali nei fatti descritti…

- Obiezione accolta. Si attenga ai fatti oggettivi.

In quel momento si udì un’altra delle giurate alzarsi con il telefonino in mano.

- …sì, Baglioni, sì… Hai controllato su Internet? Sta bene, sei sicuro? La voce… i concerti in programma… la salute generale, non gli è successo nulla, vero? Ah, grazie al cielo…

- Signori della giuria, per favore… - intervenne ancora il giudice Rocchi.

- Mi scusi, signor giudice… io e i miei colleghi avremmo bisogno di un’informazione essenziale ai fini del verdetto… - intervenne un giurato.

- Be’, le leggi non prevedono questo tipo di interventi, ma… visto il delicato caso, dica pure…

- Abbiamo bisogno di sapere che auto possiede l’imputato, o se più di una… e anche dove abita…

- Prima si concluda l’interrogatorio del testimone… Ci sono altre domande?

- No, - rispose l’avvocato accusatore.

- Il teste può tornare a sedere…

- Mentre sono ancora sotto giuramento vorrei aggiungere che l’imputato possiede una Ford Fiesta…

Altri due giurati si alzarono dai banchi, brandendo i propri telefoni.

- …sì, cara, vendi tutte quelle azioni che abbiamo preso il mese scorso, quelle della Ford, sì… subito… fidati di me, dobbiamo liberarcene…

- Pronto, Auto Usate? Sì, vorrei vendere la mia Ford Fiesta del 1997, è tenuta bene… No, non chiedo molto… Sì, è metallizzata… No, non è incidentata… è una questione personale, devo venderla al più presto…

Il giudice Rocchi sentì una strana inquietudine.

- Signori, signori…

Si rese conto che l’aula era praticamente deserta.

- Signori avvocati, ritengo che dovremo aggiornare la seduta…

- Vostro onore (burp) io vorrei ancora chiamare a deporre il mio cliente, in qualità di testimone chiave…

- Va bene… - acconsentì il giudice.

- Signor LucaS, giura di dire la verità, tutta la verità… - Esitò. - Ehi, non vedete anche voi quella crepa nel muro, laggiù? – domandò.

Dalla parte opposta, verso l’uscita di sicurezza, il giudice scorse l’avvocato dell’accusa che correva a gambe levate.

Erano rimasti in tre.

Il giudice Rocchi non fece in tempo a scendere dalla sua poltrona che dalla piccola crepa nel muro ne partì un’altra molto più grande che spaccò in due il pavimento e

QUESTO PROGRAMMA HA ESEGUITO UN OPERAZIONE NON VALIDA E SARA’ TERMINATO.

WINDOWS HA CAUSATO UN ERRORE DI PROTEZIONE GENERALE NEL MODULO LUCA.EXE IN 1999:19061968.

SE IL PROBLEMA PERSISTE, CONTATTARE IL FORNITORE DELLA SFIGA.

 

G.Dar 8/8/99

Un "grazie" a Luigi Pirandello per la citazione!

 

* Naturalmente la domanda era retorica.

HARD DISK PRIMARY CONTROLLER FAILURE

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