Come ti ho voluto bene....
TAM
(Fabrizio Fassio 1998)
Eri così vulnerabile, così delicata mentre ti affaccendavi per renderti sempre più attraente. E lo facevi per me. Solo per me.
Ed io non ti ho saputa apprezzare, solo ora capisco di non averti reso una vita facile.
Tu stavi lì, spesso silenziosa, ore ed ore ad osservarmi, sempre disponibile, sorridente, qualche volta maliziosa ma disponibile, pronta a soddisfare ogni mio desiderio.
Una sera, mi ricordo, eri al solito posto, mentre io guardavo un po' annoiato la tredivisione; c'era un telefilm di cui non ricordo più il titolo, forse uno sceneggiato. Il mio sguardo ti sfiorò appena, ma ecco, ti eri già illuminata di una luce di cui solo tu conoscevi la provenienza, una luce che rendeva ancor più radioso il tuo straordinario sorriso. Ed io ti guardai a lungo, rapito dalla tua bellezza, dal tuo corpo perfetto e dalla tua apparente armonia. Quello fu un bell'istante. Lo ricordo distintamente.
Pure, non riuscii mai a capirti fino in fondo. A sintonizzarmi sui tuoi pensieri. Anche quando ti sfioravo con le dita, guardandoti fremere di gioia e di piacere, nulla lasciava presagire quello che sarebbe successo di lì a poco.
Ho sempre saputo di non essere un compagno ideale, per quanto mi sia sforzato di apparire premuroso e cortese, ma la tua dipartita mi ha comunque lasciato sgomento. Sono un uomo prostrato. Solo e prostrato.
Sono colpevole, lo so. Colpevole per non averti dato ciò che tu ti aspettavi da me. Colpevole della mia ignobile indifferenza. Tutti i miei sforzi sono stati vani.
Mi hai lasciato l'otto di aprile.
Sono rincasato alle sette, come sempre. Tu eri al solito posto, ma si vedeva che qualcosa non andava. Non era più come prima. Eri come sfiorita. Spenta.
Ti ho portata da uno specialista, ed in quella sala d'attesa ho perso ogni speranza molto prima che quella porta si aprisse di nuovo. Molto prima di alzarmi per ascoltare il suo responso. Quella persona insensibile. Rivelarmi in quel modo la verità sul tuo destino. Sul nostro destino.
Tam.
Ti ho sempre chiamata così.
Sei stata il mio primo Tamagochi emozionale.
Ti ho persa l'otto di aprile.