"Ho sognato che morivi, durante il tuo viaggio a Vienna, in questo cupo giorno dei morti.

E mi sono sentito molto stupido, capisci, davvero stupido all'idea che ti avrei di nuovo portato dei fiori senza avere la possibilità di un contatto diretto.
Immaginavo che prima o poi, in qualche modo, avrei avuto la possibilità di dirti quello che ho provato e che ancora ieri provavo per te, di farti sorridere raccontandoti in quante e quali occasioni il tuo nome ed il tuo viso mi sono rimbalzati in testa in questi tre anni: e invece non ce l'ho mai fatta, proprio come la prima volta.
Perché quando stavo con te non mi serviva null'altro, il tempo si fermava ed era come se tutto il mondo dipendesse dalle tue parole e dai tuoi modi di fare… e poi rimanevo da solo e tu non eri mai al mio fianco.
Quante volte ho desiderato di morire, in questi anni, pensando che tu eri destinata a me, che mi manchi da morire… che la mia vita avrebbe dovuto legarsi alla tua…
Che pensiero egoista, già: forse ho desiderato che tu scomparissi dalla mia vita per non pensare più a te.
Che pensiero stupido… sono io quello che scrive tanti pensieri irreali perché non sono capace di avere una vita reale."
GD 31/10/1997